Puliti K, Obiettivo benessere – Formazione: gestire emozioni e relazioni con il counseling, in “Care Magazine”, n° 6, giugno 2017 Editrice Dapero, Piacenza.

In un’ottica di benessere individuale e organizzativo, è sempre più sentita la necessità di gestire le emozioni e le relazioni interpersonali. Le emozioni, oltre a influenzare il clima dell’organizzazione, si ripercuotono sulle attività che le persone svolgono quotidianamente. Gestire le emozioni e le relazioni interpersonali significa soprattutto divenire emotivamente competenti, essere in grado cioè di gestire le proprie e le altrui emozioni spesso celate dietro a comportamenti difficilmente visibili a un occhio non allenato. Una padronanza delle competenze emotive di base serve a rendere più agile e positivo il lavoro, a saper entrare in sintonia con i sentimenti delle persone che ci circondano e a riuscire a gestire i conflitti senza che le cose ci sfuggano. Secondo Daniel Goleman – uno dei massimi esperti nell’ambito dell’intelligenza emotiva – un leader competente emotivamente contagia in maniera positiva tutti i membri del team (2). Per questo è importante che il buon esempio per quanto riguarda la gestione delle emozioni e delle relazioni parta proprio da coloro che sono alla guida dei team e delle strutture. L’azione degli operatori, d’altra parte, è strettamente connessa al piano del sentire, alla capacità di entrare in relazione e di creare empatia con gli ospiti e con i familiari e alla modalità di rapportarsi ai colleghi e ai superiori. A livello organizzativo diviene quindi difficile comprendersi, rispettarsi e portare avanti i compiti quotidiani se non sussiste fluidità nelle relazioni e nelle comunicazioni. La gestione delle emozioni implica il riconoscimento di queste in noi stessi e negli altri, e la consapevolezza di quanto le emozioni influenzino i comportamenti e la capacità di rispondere alle medesime in maniera appropriata.

Ascolto attivo, assertività, consapevolezza di sé, gestione di sé, atteggiamento autentico sono le premesse per ottenere maggiore benessere e migliori risultati nella vita professionale e personale.

Da cosa è nato il progetto «Obiettivo benessere»? Il progetto, presentato nel marzo 2015 sul portale di Ars Toscana «Valore in Rsa», è nato dall’analisi delle esigenze espresse dagli operatori sociosanitari e dagli assistenti sociali con i quali sono entrata in contatto in occasione dell’erogazione di percorsi formativi sulla comunicazione e gestione delle relazioni dal 2009 ad oggi (3). Questi percorsi hanno evidenziato come, nelle organizzazioni del settore sociosanitario, le principali criticità in ambito relazionale sul lavoro fossero costituite da una scarsa qualità dell’ascolto e della comunicazione tra colleghi, e dalle difficoltà nel gestire le emozioni. L’obiettivo del progetto «Obiettivo benessere» è quello di promuovere, tra tutti gli attori coinvolti nelle RSA, delle buone pratiche per la gestione della comunicazione, delle relazioni e delle emozioni sul lavoro. Lo scopo è quello di fornire ai partecipanti delle occasioni formative, di ascolto e di crescita personale e professionale attraverso alcuni percorsi esperienziali che mettono le persone al centro del processo di trasformazione. Grazie a un lavoro mirato a facilitare il consolidamento delle competenze relazionali ed emotive, e a supportare l’espressione di sé e il recupero delle proprie risorse ed energie, i percorsi del progetto «Obiettivo benessere», intendono fornire ai partecipanti delle occasioni per sperimentarsi e apprendere attivamente dall’esperienza(4).

Nello specifico gli obiettivi formativi sono: – favorire l’apprendimento e la diffusione delle competenze di ascolto attivo per coloro che ricoprono ruoli di responsabilità e di coordinamento all’interno delle strutture;- facilitare lo sviluppo delle competenze comunicative, relazionali ed emotive degli operatori che lavorano in ambienti complessi sia dal punto di vista emotivo che operativo, spesso con scarsità di tempo a disposizione;  facilitare un clima di benessere nelle strutture attraverso il diffondersi di una cultura basata sull’ascolto attivo e sullo sviluppo delle competenze emotive tra i vari attori coinvolti.

Una condizione necessaria per il raggiungimento di tali obiettivi, è che si vengano a creare un clima di fiducia e un’alleanza collaborativa tra il counselor e i partecipanti. È inoltre fondamentale che la persona si impegni attivamente e in maniera autentica nel proprio percorso

Il progetto formativo è stato suddiviso in quattro aree d’intervento. La prima riguarda dei percorsi di «formazione esperienziale» sulla comunicazione efficace, l’ascolto attivo e la gestione dei conflitti nel contesto lavorativo, finalizzati a sviluppare le competenze in oggetto (5). La seconda area concerne il potenziamento della creatività, dell’osservazione, della comunicazione, dell’empowerment, della gestione delle emozioni, e dello spirito di gruppo attraverso alcuni laboratori di «Counseling espressivo», che ho chiamato «La palestra delle emozioni» (6). La terza area intende utilizzare il «Counseling di gruppo» come contenitore per la crescita di risorse individuali e organizzative in caso di difficoltà nella gestione dei processi lavorativi, comunicativi o relazionali. Infine la quarta area, attraverso colloqui individuali di supporto e di ascolto effettuati con il «counseling», ha lo scopo di riconoscere e di accrescere le risorse personali per chi si trova ad attraversare un momento di difficoltà personale o lavorativa (7).

Il «Counseling» è un processo relazionale che facilita l’integrazione mente-corpo-emozioni. Mi piace considerarlo come un «allenamento emotivo per ritrovare la serenità e per potenziare le proprie risorse». Introdurre i valori, i metodi e le abilità del counseling nella formazione, significa, in accordo con Carl Rogers – padre fondatore del counseling – ritenere che la persona sia in grado di autodeterminarsi(8). In questo contesto di apprendimento, con il supporto e con la facilitazione del counselor, ogni persona diviene responsabile del raggiungimento dei propri obiettivi di crescita individuale e dello sviluppo delle proprie competenze.

Utilità del progetto: alcune testimonianze . Le testimonianze degli operatori sociosanitari, che hanno partecipato al laboratorio di counseling espressivo «La palestra delle emozioni», tenutosi a Firenze nel dicembre 2015 presso l’RSA Coop L’Uliveto, hanno evidenziato gli effetti positivi del percorso. Nel questionario di valutazione finale, alla domanda aperta «cosa mi è stato più utile durante il laboratorio?», i partecipanti hanno espresso con consapevolezza di essere riusciti a: capire meglio gli altri; ascoltarsi, vedersi dentro e accettare i difetti; essere consapevoli del proprio modo di comunicare con gli altri, avere maggiore fiducia nelle proprie capacità; crescere sia mentalmente che emotivamente; riscoprire emozioni sotterrate da troppo; imparare a connettersi con le persone; acquisire una maggior fiducia per parlare senza essere giudicati; ritrovare la fiducia e imparare a farsi ascoltare; sentirsi rilassati e in armonia con il proprio corpo. Il progetto formativo si è quindi dimostrato, a detta dei partecipanti al percorso, uno strumento utile al fine del miglioramento del proprio benessere e della gestione delle emozioni e delle relazioni all’interno dell’ambiente di lavoro. Il metodo utilizzato nel progetto formativo «Obiettivo benessere», prevede anche un’attenta analisi, in itinere e finale, dell’efficacia del lavoro svolto. Oltre al questionario di valutazione finale, i partecipanti sono invitati a compilare, all’inizio e al termine del percorso formativo frequentato, un test di autovalutazione sulle proprie competenze in entrata e in uscita affinché possano verificare, consapevolmente, il proprio livello di competenze oggetto di analisi prima e dopo il percorso formativo. Sarà importante inoltre mettere in pratica i nuovi apprendimenti quotidianamente sul lavoro per sedimentare le «buone pratiche». Se si riterrà opportuno, si potranno progettare nuove azioni individuali o di gruppo a supporto dei partecipanti. Il counseling applicato alla formazione fornisce gli strumenti necessari all’individuo per trovare serenità e benessere in maniera consapevole. Prendendo parte a uno o più percorsi formativi, i partecipanti avranno la possibilità di sperimentare in prima persona gli effetti positivi ottenuti grazie alla maggiore padronanza nel gestire le proprie emozioni e le relazioni. La responsabilità nell’interazione con gli altri, l’empatia, il riconoscimento da parte degli interlocutori, l’autostima, la fiducia in sé stessi e nelle proprie abilità, la capacità di gestire anche situazioni stressanti senza lasciarsi trascinare dagli eventi, non saranno più solo concetti teorici. Divenire competenti nella gestione delle emozioni e delle relazioni richiede molto lavoro su di sé, una mente aperta, impegno e desiderio di sviluppare comportamenti maggiormente funzionali per il proprio benessere. Ritengo che, una volta acquisite tali competenze e fatte proprie per portarle quotidianamente all’interno dell’organizzazione, si possano determinare nuovi scenari relazionali basati sullo scambio costruttivo, sul supporto reciproco, sul senso di appartenenza e di benessere.

Note e bibliografia:

Puliti K, Obiettivo benessere – Formazione: gestire emozioni e relazioni con il counseling, in “Care Magazine”, n° 6, giugno 2017 Editrice Dapero, Piacenza.

(1) Dottoressa in DAMS, Formatrice in comunicazione e relazione, Counselor professionista certificata AICO. (2) D. Goleman, Leadership Emotiva, RCS Libri, Milano 2012.

(3) K. Puliti, Obiettivo Benessere. Gestire le Emozioni e le Relazioni in RSA, disponibile al link http://www.valoreinrsa. it/news/118.

(4) M. S. Knowles, La Formazione degli Adulti come Autobiografia: il percorso di un educatore tra esperienza e idee, R. Cortina, Milano 1996.

(5) M. Fedeli, L. Frontani, L. Mengato, Experiential Learning. Metodi tecniche e strumenti per il debriefing, Franco Angeli, Milano, 2014

(6) E. Giusti, I. Piombo, Arteterapie e Counseling Espressivo, ASPIC Edizioni Scientifiche, Roma 2003. (7) A Di Fabio., Counseling dalla Teoria all’Applicazione, Giunti, Firenze 1999.

(8) C.R. Rogers, Un Modo di Essere, Psycho, Firenze 1983.

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